“L’orrore… l’orrore” Con queste ultime parole il colonnello Kurtz spirava nel film Apocalypse now. Un ultimo grido contro la guerra e tutto ciò che essa comportava.

Bertold Brecht ci mostra la guerra attraverso gli occhi di una madre. Una donna d’affari che attraversa insieme ai suoi figli un conflitto tra i più violenti della storia: la guerra dei Trent’anni. L’unico scopo di Madre Courage è quello di guadagnare con la guerra e di “non far scoppiare la pace”, una donna eternamente in conflitto tra guadagno e il preservare la propria vita e quella dei suoi figli.

Ogni guerra è sempre la stessa: vincitori e vinti, vittime e carnefici. Così, leggendo il testo originale dello scrittore, si è deciso di riportarlo ai giorni nostri, durante il primo conflitto che è entrato a far parte dell’immaginario collettivo della generazione degli anni ’90: la guerra del Golfo. Dove la nostra Madre Coraggio insieme ai figli Said e Khalifa attraversa in pieno il conflitto incontrando infermiere, donne alla ricerca dei propri mariti, colonnelli fanatici, in bilico, come il personaggio originale, tra trarre il profitto e la salvezza dei propri figli. Perché in fondo, come diceva un vecchio proverbio indiano: “Le donne e i figli sono l’erba calpestata dagli elefanti della guerra”.

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