MARTINA MANCINI (diploma anno 2018-2019; intervista svolta a luglio 2020)

Quale università e quale corso di laurea frequenti? A quale punto sei del tuo cammino universitario? 

Ho appena terminato il primo anno del BSc in International Economics and Management all’università Bocconi, un corso di laurea triennale interamente in lingua inglese.

 

Quale sogno per il tuo futuro ti ha spinta a questa scelta? Ti sei confrontata anche con la realtà del mondo del lavoro (o della ricerca)?

Non avevo le idee molto chiare riguardo a che cosa mi sarebbe piaciuto fare in futuro, quindi ho pensato che la facoltà di Economia fosse meno “specifica” rispetto ad altre e perciò potesse darmi più possibilità e tempo per capire quale fosse la mia vocazione professionale. Alla fine del primo anno posso dire di essere soddisfatta della mia scelta universitaria e di essermi appassionata soprattutto all’Economia Politica, quindi spero che la mia carriera professionale possa volgere verso questa direzione.

Quale ruolo ha giocato nella tua scelta e nel tuo cammino l’esperienza al Liceo San Raffaele?

Durante gli anni del Liceo ho avuto la possibilità di partecipare agli stage al termine del terzo e del quarto anno. Al terzo anno, come tutti i miei compagni, ho svolto lo stage presso i laboratori di ricerca dell’ospedale San Raffaele. Ho in questo modo potuto conoscere una realtà a cui non mi sarei potuta avvicinare altrimenti. Non ero interessata ad una carriera in questo ambito, ma la passione dei ricercatori nel portare avanti i loro progetti mi ha ispirata fortemente a dare il meglio di me tra i banchi di scuola e non solo. Spero un giorno di poter lavorare con la loro stessa passione e dedizione.

Inoltre, al Liceo ho potuto fare della conoscenza della lingua Inglese uno dei miei punti di forza. Per questo motivo ho scelto con consapevolezza e serenità di affrontare un corso di laurea in Inglese, il quale credo possa darmi più possibilità nel mondo del lavoro.

 

Qual è l’eredità più forte che ti ha lasciato il San Raffaele? Quale il ricordo più bello? 

Le capacità analitiche necessarie per l’analisi di un brano di Letteratura o di un’opera d’arte acquisite al Liceo sono l’eredità più forte che questo mi ha lasciato. Credo che l’attenzione ai dettagli e la capacità di saper andare oltre la superficie dei problemi siano fondamentali tanto nelle situazioni della quotidianità, quanto in ambito lavorativo. Avere frequentato il Liceo non solo mi ha reso consapevole di questo, ma la possibilità di approfondire le Letterature e la Filosofia mi ha anche concesso di conoscere l’uomo attraverso i secoli. Ciò sicuramente mi rende oggi più consapevole dell’origine della nostra cultura e, soprattutto, mi consente di comprendere meglio la realtà a noi contemporanea.

Il mio ricordo più bello è legato all’atmosfera che respiravo a scuola, alla passione dei professori nell’insegnare le proprie materie e nello spingere ciascuno di noi a dare il meglio di sé.

 

Che cosa ti sentiresti di dire ai tuoi “colleghi” più giovani, che si trovano ora sui banchi del Liceo?

Ai colleghi più giovani consiglio di partecipare a quante più iniziative extra-scolastiche promosse dal Liceo possibili. Personalmente, in questo modo ho avuto la possibilità di acquisire capacità e competenze che solo grazie a queste esperienze ho potuto fare mie. In particolare, grazie al concorso di Filosofia ho appreso il rigore e l’attenzione al dettaglio necessari nel condurre una ricerca ad alto livello e nello studio. Grazie alla partecipazione all’EYP (European Youth Parliament, Parlamento Europeo Giovani) ho imparato a parlare in pubblico. Uscire dalla propria zona di comfort è uno dei migliori modi per imparare! Auguro ai più giovani di avere il coraggio di mettersi in gioco.

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