PIETRO DELFANTI (diploma anno 2017-2018)

Quale università e quale corso di laurea frequenti? A quale punto sei del tuo cammino universitario? 

Frequento il primo anno alla Villanova University in Pennsylvania (U.S.A.), precisamente alla Villanova School of Business – Bachelor of Business Administration – Class 2022. Sono un Freshmen (ovvero al primo anno di corso) e, se tutto va bene, mi dovrei laureare nel Maggio 2022 (ecco il significato di Class 2022: in U.S.A. non si indica l’anno di immatricolazione ma l’anno in cui ci si dovrebbe laureare).

Qual è stato il percorso che ti ha portato a questa scelta?

Fino a pochi anni fa sognavo di fare il medico. Poi ho avuto modo – grazie all’internship presso l’Ospedale San Raffaele – di capire che non ero portato per la vita dell’ospedale, fatto sì di ricerca scientifica ed eccellenze, ma anche di tanta umana sofferenza. Così ho valutato di iscrivermi a Ingegnaria Gestionale al Politecnico di Milano, presso il quale avevo già sostenuto il test con un punteggio valido all’ammissione. Poi la mia famiglia mi ha chiesto se volessi ‘fare un giro’ negli Stati Uniti per visitare qualche campus universitario, così, tanto per avere un’idea di quello che c’è al di fuori delle mura milanesi. Così ho visitato vari campus situati negli stati di NY (New York), CT (Connecticut) e PA (Pennsylvania) e quando sono tornato – era Ottobre 2017 – ho deciso che avrei sostenuto il test SAT, il cui punteggio è una discriminante per l’ammissione alle università sttunitensi. L’unica e ultima sessione d’esame disponibile era ai primi di dicembre 2017. Ho dovuto studiare parecchio e frequentare un corso serale per prepararmi all’SAT, che non è affatto semplice, anzi, forse è più difficile per gli studenti di High School americane che per noi italiani, se non fosse che il tutto avviene in ligua inglese. All’inizio del 2017 avevo già ottenuto un IELTS proficient per le università straniere e quindi non ho dovuto sostenere il test di inglese che le università americane richiedono. Nel frattempo, ai primi di Novembre 2017, ho contattato un tutor che mi seguisse in tutta la procedura tecnica di iscrizione al Common App che serve per fare application ai college universitari americani che avevo scelto. Nella preparazione dei documenti curriculari i professori del liceo, la segreteria e la direzione mi hanno aiutato moltissimo.
Ad Aprile 2018 ho ricevuto notizia di essere stato ammesso in tutte le università americane a cui avevo presentato domanda – in alcune anche con borsa di studio – e poi ho scelto quella che ho ritenuto la migliore per me: la Villanova University, che ho scoperto poi essere nel ranking delle School of Business la seconda migliore d’America.

 

Quale sogno per il tuo futuro ti ha spinto a questa scelta? Ti sei confrontato anche con la realtà del mondo del lavoro (o della ricerca)?
Penso che con l’impegno che metto nelle cose che faccio di sogni ne ho già realizzati molti. Il mio sogno per il futuro è quello comune a molti: continuare ad impegnarmi al meglio delle mie capacità e delle possibilità che mi sono state messe a disposizione per poter un domani vivere una vita piena e felice, con una famiglia mia, un lavoro appagante che mi permetta di poter mantenere moglie e figli e magari di poter fare qualcosa di costruttivo e positivo anche nel sociale… forse sarò banale, ma il mio sogno è questo!  La scelta di studiare all’estero è maturata nel tempo e, oltre alle opportunità lavorative che può offrire vivere fuori dall’Italia, credo anch’io nel sogno americano. Da quando sono in U.S.A. ho conosciuto tante persone che hanno realizzato il loro American Dream mentre sembra che in Italia in pochi riescono a sognare ancora.
In U.S.A. è difficile considerare separatamente la vita universitaria dal mondo del lavoro;  sono due realtà che camminano insieme lungo tutto il percorso accademico e anche oltre. Sono pronto ad affrontare il primo internship americano nei prossimi mesi dell’estate 2019. Grazie al Liceo San Raffaele però ho già potuto confrontarmi con due validissimi stages estivi: uno in ospedale e l’altro presso un’azienda di ingegneristica. Sono esperienze che consiglio di vivere con serietà e responsabilmente in quanto fanno poi comunque parte di un curriculum non solo scolastico.

 

Quale ruolo ha giocato nella tua scelta e nel tuo cammino l’esperienza al Liceo San Raffaele?
 Il Liceo Classico di Ricerca Scientifica San Raffaele non è un liceo classico tradizionale: l’apertura a materie come bioetica, antropologia, l’utilizzo dell’inglese come veicolo per materie che tradizionalmente vengono studiate in italiano sono stati sicuramente stimoli forti ad aprire i miei orizzonti e a considerare che ormai il mondo non è solo lo spazio in cui viviamo ma una realtà globale. Anche i progetti di scambio sono stati il primo utile approccio a realtà analoghe alle nostre anche se vissute in modo totalmente diverso. Oggi, grazie alla preparazione avuta nel Liceo San Raffaele, sono l’unico italiano su 10.000 studenti on board a Villanova  (PA) ad essere stato ammesso in una università americana prestigiosa e  per la School of Business che frequento hanno presentato application in 6.000 mentre solo in 400 siamo stati ammessi.

Qual è l’eredità più forte che ti ha lasciato il San Raffaele? Quale il ricordo più bello? 

Le scuole sono fatte dalle idee di chi le ha fondate e dalle persone che portano avanti con coerenza e coraggio tali ideali. Questo è quanto mi è stato trasmesso dal liceo e da tutti i miei insegnanti che colgo l’occasione per ringraziare di cuore, tutti. Il ricordo più bello è la passione che ogni insegnante lasciava trasparire sia per la propria materia che per l’insegnamento in sè. Ho imparato ad appassionarmi a tutto ciò che ho studiato e che studierò senza vergognarmi di questo amore per il sapere e di questa curiosità per ciò che si deve ancora scoprire.

Che cosa ti sentiresti di dire ai tuoi “colleghi” più giovani, che si trovano ora sui banchi del Liceo? 

Ai miei ex-colleghi di liceo, ai più giovani, ho voluto raccontare così in dettaglio tutto il mio cammino verso una scelta universitaria un po’ fuori dai soliti schemi perchè vorrei che capissero che niente è impossibile. Con la dedizione, l’impegno e un minimo di dote personale si può arrivare a fare ogni cosa, anche percorsi che fino a poco tempo prima non avresti nemmeno considerato. Il segreto credo che sia di lavorare sempre con costanza ed entusiasmo anche in quei momenti in cui avresti voglia di rinunciare o di accontentarti.
E poi occorre porsi sempre obbiettivi ambiziosi senza paura di doverli ogni tanto modificare o cambiare: se si riesce a non essere troppo rigidi al cambiamento la vita diventa davvero un’esperienza meravigliosa.