Didattica

Il Liceo San Raffaele si pone l’ambizioso obiettivo di coniugare la tradizione con una forte apertura all’innovazione: il percorso formativo permette di comprendere il vasto ambito della cultura non solo europea, a partire dalle radici classiche della civiltà occidentale, favorendo la costituzione di nessi dinamici con le urgenze della modernità contemporanea. L’integrazione armonica dei diversi ambiti di studio consente inoltre la valorizzazione progressiva delle capacità intellettuali, affettive e relazionali proprie di ciascuno studente.

A conclusione del corso di studi offerto dal Liceo San Raffaele, grazie sia all’esclusività delle discipline insegnate sia al metodo con cui vengono affrontate, lo studente è profondamente arricchito nelle conoscenze, nelle competenze e anche per quanto riguarda la personalità e il carattere.

Scopo del lavoro proposto, favorito anche dal dialogo interpersonale, è l’acquisizione di una metodologia rigorosa che, nel tempo, consenta di affrontare qualsiasi contenuto lo studente incontrerà nel corso del proprio percorso formativo e professionale.

Il Liceo, offrendo spunti di riflessione in parte alternativi a quelli proposti dalla maggior parte delle scuole superiori, pone lo studente davanti a un itinerario pensato per la crescita della persona, crescita che avviene gradualmente nei cinque anni grazie alla mole di lavoro che si trova a dover organizzare, all’appoggio che i docenti offrono e all’atmosfera che si crea nella scuola. Obiettivo primario del Liceo è formare ragazzi consapevoli di sé e del mondo, attenti, coinvolti, che manifestino la propria curiosità nei confronti della realtà e mantengano vivo l’interesse verso di essa.

Metodologia di insegnamento

La didattica del Liceo San Raffaele si ispira alla «pedagogia del laboratorio», che sottolinea il carattere attivo dell’apprendimento e maieutico dell’insegnamento.

Un laboratorio che non si identifica necessariamente con luoghi o attrezzature particolari, ma con una metodologia che
riguarda ogni attività e momento didattico – disciplinare –formativo.

Pertanto, alla tradizionale strumentazione tecnica dei laboratori (scientifico, linguistico, multimediale) si affiancano
momenti curricolari di lezione che risultano partecipati, condivisi, interattivi, in cui gli studenti sono reali protagonisti
dell’apprendimento.

Alla luce del medesimo approccio la scuola propone una variegata proposta di attività extra-curricolari di visite, conferenze, partecipazione a workshop operativi, spettacoli teatrali e musicali, scambi interculturali, stage orientativi presso aziende, reparti ospedalieri e laboratori di ricerca.

Attività di sostegno e recupero

Il Liceo San Raffaele, oltre ai corsi di recupero previsti dalla normativa vigente, mette a disposizione degli studenti un servizio facoltativo e gratuito di consolidamento e comprensione delle nozioni acquisite durante le ore scolastiche (sportello).

Lo “sportello” si svolge settimanalmente al termine delle lezioni in base alla reciproca disponibilità di ragazzi e professori e ha la durata di circa 30’/60’, durante i quali si riprendono e chiariscono argomenti e concetti già affrontati in classe ma non capiti o assimilati completamente.

Presidenza

Claudio FaschilliClaudio Faschilli

Jacopo CorsentinoJacopo Corsentino

Franco SignoracciFranco Signoracci

Discipline

Franco SignoracciFranco Signoracci

Luca DainoLuca Daino

Irene Giannini

Lingua e Letteratura Italiana

Compito dell’italiano è quello di aiutare lo studente ad avvicinarsi ai testi in modo sempre più autonomo, ad essere cosciente del contesto in cui sono nati, a mettere in relazione tra loro gli autori affrontati, permettendogli di affinare il proprio senso critico ed estetico, per godere in modo consapevole e maturo della lettura, strumento imprescindibile del sapere, e per conoscere in modo approfondito la tradizione culturale a cui appartiene.

L’approccio didattico peculiare del Biennio prevede la partecipazione attiva dello studente accanto alla tradizionale lezione frontale attraverso la creazione di situazioni «aperte» che lo portino ad essere coinvolto in prima persona. Obiettivo primario è quello di rendere lo studente capace di individuare gli elementi caratterizzanti di un testo, sia letterario che non. Mediante la lettura di racconti e romanzi e l’analisi di testi poetici, lo studente acquisirà la capacità di analizzare autonomamente le varie tipologie testuali e di esprimersi in modo adeguato e coerente al contesto e agli obiettivi proposti.

Nel Triennio viene dedicata particolare attenzione alla produzione scritta delle tipologie testuali con cui gli studenti dovranno confrontarsi in sede di esame di stato attraverso esercitazioni guidate. Per quanto concerne l’ambito letterario, tramite la modalità della lezione frontale, vengono presentati i periodi storico-culturali, la storia dei generi letterari e i singoli autori, la cui conoscenza viene completata dalla lettura e dal commento linguistico-letterario di testi rappresentativi in classe e attraverso letture domestiche.

Elena AbbiatiElena Abbiati

Maria Carla CazzanigaMaria Carla Cazzaniga

Francesca IacinoFrancesca Iacino

Lingua e Cultura Latina / Greca

Fin dall’inizio, la scuola ha voluto porre a fondamento del sapere in generale, delle varie discipline in particolare, e perfino della ricerca scientifica e medica, lo studio del mondo classico. Non si può avere una vera conoscenza senza sapere chi si è. In questo senso, l’incontro con gli autori della letteratura greca e latina è l’incontro privilegiato con uomini che attraverso i loro testi hanno indagato a fondo e approfondito questa domanda, lasciandoci a volte delle risposte, altre la serietà dei loro tentativi.

È l’incontro con opere che hanno fondato la nostra civiltà. Per questo, la conoscenza delle materie classiche può rappresentare, anche oggi, non solo il punto di partenza per ogni viaggio nel sapere, ma anche il fondamento di personalità aperte e attente ad ogni sollecitazione del reale.

Nella nostra scuola, lo studio del Latino e del Greco comincia al Biennio con una impostazione tradizionale: lezioni frontali, esercitazioni e verifiche volte a monitorare i passi di ciascuno studente e a valorizzarne le conquiste. Inoltre, lo studio anche mnemonico delle lingue classiche e delle relative regole si è rivelato il metodo più efficace per far acquisire in modo solido e duraturo le basi che permetteranno poi allo studente di accostarsi ai testi d’autore. Nel Triennio viene proposta la lettura in originale dei testi, che offriranno l’occasione di conoscere e approfondire il contesto storico e culturale nel quale tali scritti sono stati concepiti. La conoscenza monografica di alcuni autori e il panorama della storia della letteratura serviranno a sviluppare negli alunni una sempre maggior capacità di rielaborazione personale e affineranno il senso critico di ognuno.

L’approfondimento delle lingue e, di conseguenza, la comprensione di testi sempre più complessi forniscono uno strumento privilegiato per imparare a ragionare, creano una forma mentis, e sono fonte di una apertura mentale e culturale senza pari. Infine, lo studente diventa capace di elaborare un metodo «scientifico» di studio preciso e rigoroso, utile bagaglio per disporsi ad affrontare qualunque percorso formativo e professionale successivo.

Romina PaolettiRomina Paoletti

Fabio SlesioFabio Slesio

Lingua e Cultura straniera (Inglese)

La comprensione serena della lingua inglese e il suo utilizzo disinvolto nel parlato conferiscono alla formazione degli studenti del liceo San Raffaele una dimensione internazionale, che permette loro di guardare al mondo come a «casa propria». Detta disinvoltura linguistica si acquisisce solo grazie alla metodologia di insegnamento adottata, quella del cosiddetto functional approach (approccio alla funzione comunicativa della lingua), che si basa su un principio assai semplice: si impara a fare qualcosa, facendola; si impara a capire, ascoltando; si impara a parlare, parlando.

Ciò significa che da subito si sottopone lo studente all’ascolto della lingua in tutti i suoi accenti e intonazioni in situazioni verosimili o reali in cui la lingua svolge appunto la sua funzione primaria. La lingua diventa così unico veicolo di comunicazione in classe.

Esercizi di listening, reading, comprehension, speaking e writing sono all’ordine del giorno e basati su materiali audio e video riguardanti situazioni comunicative di vita quotidiana, espressi a velocità normale, con accenti e pronunce diversi, che spesso rappresentano il vero problema per l’ascoltatore.

Nel corso del quinquennio gli studenti parteciperanno a diverse iniziative o progetti interamente in lingua inglese, quali ad esempio progetti promossi dal Parlamento Europeo Giovani o simulazioni di conferenze ONU, lezioni di public speaking, lo scambio culturale durante il terzo o quarto anno, e così via.

Il materiale audio e video proposto sarà di progressiva complessità e riguarderà, col tempo, anche tematiche di attualità, socio-politiche, culturali e religiose o relative all’indirizzo specifico di biologia o bioetica attraverso l’analisi di casi clinici mirati e la discussione dei temi da essi derivanti durante il progetto di scambio culturale.

Poiché riteniamo che l’attività linguistica vada potenziata al massimo, dal terzo anno gli studenti affronteranno dibattiti e discussioni su temi di attualità con il supporto di un conversatore madrelingua, e l’educazione letteraria verrà gradualmente inserita a partire dal terzo anno per aumentare al quarto anno, prima di diventare unico elemento di studio all’ultimo anno, quando gli studenti saranno finalmente in grado di affrontare, ma soprattutto apprezzare testi letterari dei vari autori inglesi e americani, grazie alle solide conoscenze e competenze acquisite negli anni precedenti.

Francesca Iacino

Irene Giannini

Storia e Geografia

Il passato non è del tutto alle nostre spalle, in realtà ci circonda ogni giorno, in ogni luogo. Le città in cui abitiamo sono il frutto di stratificazioni architettoniche, per cui sono affiancati nella stessa via palazzi dell’epoca medievale accanto a chiese del Rinascimento e a edifici contemporanei. Noi stessi conteniamo la storia: il nostro codice genetico raccoglie il patrimonio biologico che si è prodotto nell’arco di molti anni nel DNA dei nostri avi. Tra noi e Giulio Cesare si possono contare al massimo una sessantina di antenati; in fondo non siamo così lontani da lui.

La parola historía in greco significava originariamente «ricerca». Questo è il compito degli allievi: cercare nel passato le cause, le origini del nostro presente. Di conseguenza, studiare la storia non significa recepire supinamente i contenuti di un manuale, bensì apprendere innanzitutto i meccanismi di ricerca tipici del lavoro dello storico. Gli studenti sono sollecitati a porsi delle domande che consentano loro di risalire sempre più indietro nella ricerca della causa e sempre più in avanti per scoprire le conseguenze future di un dato evento, con la consapevolezza che, come gli atti dei nostri antenati hanno determinato il nostro presente, così le nostre azioni possono fare altrettanto con le generazioni future. Risulta dunque indispensabile a questo fine affrontare, oltre alla «Grande Storia», anche quella minuta degli uomini senza nome, della loro quotidianità e dei loro usi e costumi.

La geografia, a sua volta, diviene un’opportunità preziosa per concentrare l’attenzione dello studente sulle problematiche attuali, sulle soluzioni che alcuni uomini hanno concepito e sugli errori che altri hanno commesso. Inoltre ci offre l’occasione di apprendere la connessione tra territorio e sviluppo: è stupefacente scoprire quanto profondamente le risorse geo-climatiche condizionino l’evoluzione di una civiltà piuttosto che di un’altra, chiarendo ad esempio i motivi per cui fu l’Europa a scoprire e colonizzare l’America e non viceversa.

Come afferma l’antropologo Ralph Linton, è grazie alla storia e alla geografia che scopriamo ad esempio che radersi la barba è un gesto introdotto dai Sumeri o che il vetro delle nostre finestre è stato creato dagli antichi Egizi. Qualsiasi piccola azione banale del nostro quotidiano è il frutto di un viaggio, appassionante e pieno di curiosità, attraverso il pianeta e il tempo.

Riccardo MusciRiccardo Musci

Rachele BrognoliRachele Brognoli

Storia dell’Arte

Si pensa comunemente che l’Italia sia beneficiata della più alta concentrazione di opere d’arte al mondo. Tuttavia, se esiste una oggettiva specificità del nostro patrimonio artistico essa si riconosce piuttosto nel concetto di “museo diffuso”, ovvero nella distribuzione capillare di edifici, monumenti, statue, dipinti, manufatti e musei di notevole pregio artistico e culturale su tutto il territorio, non solo nelle grandi “città d’arte” ma anche in centri minori o piccoli borghi. E’ a partire dalla consapevolezza di questo unicum che, fin dalle sue origini, il Liceo San Raffaele ha avvertito la necessità di arricchire il curricolo degli studenti introducendo già a partire dal primo anno l’insegnamento della Storia dell’arte.

Scriveva un grande storico dell’arte, sir Ernst Gombrich, che noi conosciamo veramente quando riconosciamo: seguendo il filo di questa suggestione, l’insegnamento della Storia dell’arte nel nostro Liceo si propone essenzialmente l’obiettivo di tracciare un percorso di avvicinamento alle opere e ai loro autori percorrendo una linea formativa e didattica che risulti il più possibile chiara, efficace e coinvolgente, in modo da suscitare un gusto, un interesse che porti gli studenti a conoscere e a riconoscere. Questo percorso di progressivo ampliamento delle conoscenze mira a sviluppare gradualmente la capacità di analizzare e commentare le immagini utilizzando il lessico specifico della disciplina, ma anche di comprendere il rapporto tra lo stile di un’opera e le sue finalità espressive, collocando autori, opere e movimenti artistici nel loro contesto storico-culturale di riferimento, per poter quindi essere in grado di cogliere nessi, affinità e differenze di linguaggio tra autori e opere di una stessa epoca o di epoche diverse. Se l’esperienza estetica è infatti un evento che scaturisce, in origine, dalla semplice relazione tra una soggettività e un oggetto estetico, è tuttavia necessario, se si vuole trasformare tale esperienza in una effettiva forma di arricchimento, intensificazione e ampliamento dell’esperienza comune, oltrepassare il limite di un godimento esclusivamente fondato sul puro senso del “guardare”, per imparare invece a “vedere”.

Il metodo impiegato nella trattazione degli argomenti è perlopiù quello della lezione frontale e dell’ascolto critico, in cui la ricostruzione dei percorsi biografici e degli itinerari storico-artistici, l’analisi e il commento delle opere si avvalgono dei moderni strumenti di riproduzione audiovisiva, in modo da sottolineare la centralità dell’opera e favorire una più agevole comprensione e assimilazione dei contenuti.

Claudio FaschilliClaudio Faschilli

Jacopo CorsentinoJacopo Corsentino

Storia e Filosofia

«La filosofia è il proprio tempo appreso con il pensiero». Con questa affermazione Hegel intende mettere a fuoco quale sia il compito più faticoso, e al tempo stesso ineludibile, a cui la filosofia è da sempre e incessantemente chiamata: rendere ragione del proprio tempo, inteso sia in chiave esistenziale sia in chiave storica.

In un mondo dominato da una frenetica e talvolta avulsa complessità, l’insegnamento della filosofia rappresenta, attraverso la pratica quotidiana del linguaggio,  un bastione di resistenza e al tempo stesso una bussola  per – parafrasando Kant – «orientarsi nel pensiero», alla luce di quelli che sono eterni bisogni della ragione: chiarezza della domanda e incisività della risposta.

È pur vero inoltre che nessuna teoresi filosofica, che intenda presentarsi come prassi, può prescindere da un confronto serrato con la propria epoca; di qui il rimando necessario a uno studio attendo e profondo delle dinamiche storiche, anche in chiave concettuale, superando la tradizionale impostazione didattica che isola la comprensione dell’evento decontestualizzandolo e riducendolo a semplice fatto da mandare a memoria.

La didattica prevede lezioni frontali durante le quali si cercherà di restituire la complessità delle teorie filosofiche (riconoscendo i legami che le vincolano ai loro contesti storici e alle altre forme di conoscenza) e le dinamiche dei fatti storici (cogliendone i fattori scatenanti, le conseguenze politiche, sociali ed economiche e prestando attenzione alle connessioni con le altre discipline d’insegnamento).

Grande attenzione è data all’interazione e alla partecipazione degli studenti al fine di stimolare le loro capacità di riflessione, di porre domande e di argomentare. L’obiettivo principale di questi insegnamenti vuole, infatti, essere – unitamente alla comprensione e allo studio dei fatti e dei concetti – lo sviluppo di un pensiero critico e di un’attitudine a problematizzare.

Durante il corso dell’anno le lezioni saranno integrate dalla lettura di testi d’autore e documenti storici, così da abituare lo studente ad affrontare e comprendere le parole della filosofia e della storia. Sono inoltre previste presentazioni multimediali (Power Point) e proiezioni di film e/o documentari concernenti gli argomenti trattati.

Jacopo CorsentinoJacopo Corsentino

Economia Politica

Attraverso lo studio delle attività umane nell’ambito dei rapporti economici, l’insegnamento dell’Economia Politica, pensato e progettato didatticamente in stretta continuità con l’insegnamento della Storia e della Filosofia, si propone di far comprendere agli studenti le dinamiche macro economiche che regolano la vita politica e sociale degli Stati.

Allo studio delle principali dottrine economiche, si affiancheranno moduli dedicati, rispettivamente,  alla storia economico-sociale delle differenti epoche storiche e alla focalizzazione delle leggi e dei meccanismi che regolano le grandi scelte economiche operate dalla politica.

Grande attenzione infine sarà dedicata all’analisi, in chiave economico-sociale, a urgenti problematiche del nostro tempo, come la crisi climatica, l’approvvigionamento energetico, le migrazioni umane.

Federico PennestrìFederico Pennestrì

Bioetica

Il Liceo San Raffaele da sempre ha ritenuto fondamentale inserire Bioetica tra le materie curricolari e caratterizzanti, allo scopo di favorire negli studenti lo sviluppo di consapevolezza e senso critico circa la dimensione etica insita nell’agire umano, in particolare in relazione al contesto attuale della cosiddetta civiltà tecnologica. Il Liceo San Raffaele vanta, infatti, una lunga e consolidata tradizione in merito alla formazione bioetica, che ancora di recente l’UNESCO e il MIUR [1] hanno definito “presupposto imprescindibile per partecipare al dibattito pubblico sui problemi etici, sociali e giuridici del progresso scientifico e tecnologico”.
La metodologia per l’insegnamento della bioetica si basa essenzialmente sul carattere attivo dell’apprendimento e sulla dimensione «laboratoriale»: il coinvolgimento diretto degli studenti è stimolato attraverso l’utilizzo di brain storming sulle parole chiave del dibattito, rassegna stampa e lettura guidata di articoli di giornale su questioni di bioetica, dibattiti etici, analisi di casi clinici, simulazione delle sedute di un comitato etico, role-plays, visione di film riguardanti temi legati alla disciplina, lavori di approfondimento e presentazione multimediali svolti in piccoli gruppi.
Il carattere complesso delle questioni di cui la bioetica si occupa è motivo costante di collegamenti inter-disciplinari, in particolare con filosofia, con le materie scientifiche e con la lingua inglese, utilizzata sia per la lettura di documenti e testi, sia come veicolo di comunicazione (specialmente nell’ambito degli exchange program).
Tra gli obiettivi che ci si propone di raggiungere non vi è solo quello della conoscenza relativa alle questioni bioetiche e alla principali posizioni presenti nella storia di questa recente disciplina, ma anche quello di fornire agli studenti le competenze necessarie alla partecipazione personale ad un dialogo corretto e costruttivo, oltre che criteri solidi per poter elaborare pareri e scelte autenticamente consapevoli.

[1] Cfr. “Protocollo d’intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Comitato Nazionale di Bioetica- e il MIUR”, 15 luglio 2010; “Draft Report on Social Responsibility and Health”, Comitato Internazionale di Bioetica dell’UNESCO, 29 marzo 2009

Jacopo CorsentinoJacopo Corsentino

Antropologia

L’antropologia culturale (o, per brevità, antropologia) è la scienza che studia gli esseri umani in quanto produttori di cultura. Questa disciplina si distingue dalle altre scienze umane per alcune peculiarità:

  • l’attenzione posta sulla dimensione relazionale degli esseri umani;
  • l’indagine sulla differenza, condotta attraverso uno sguardo comparativo sulle culture degli altri;
  • la pratica etnografica, attraverso la quale gli antropologi prendono contatto diretto con il proprio campo d’indagine e con i soggetti della propria ricerca, ossia coloro che condividono una certa cultura, in gran parte dei casi diversa da quella del ricercatore;
  • il relativismo culturale, che consiste in una sospensione del giudizio sugli usi, pratiche e visioni del mondo degli altri, finalizzata alla comprensione del punto di vista altrui;
  • lo sguardo critico su se stessi e sui propri assunti di partenza, finalizzato alla messa in discussione della centralità della propria cultura, che nella prospettiva antropologica è osservata come una delle possibili espressioni della produttività culturale umana.

Questa disciplina consente agli studenti di conoscere i concetti di base dell’antropologia, a partire dalla discussione di casi etnografici specifici, che saranno presentati attraverso testi di studio, materiale multimediale e, ove possibile, l’osservazione diretta. Completerà la formazione la lettura integrale e il commento di alcuni classici del pensiero antropologico contemporaneo.

Paolo NattaDon Paolo Natta

Religione Cattolica

L’insegnamento della Religione Cattolica concorre, in modo originale e specifico, alla formazione dell’uomo e del cittadino, favorendo lo sviluppo della personalità dello studente. Sollecita il risveglio degli interrogativi profondi sul senso della vita, sulla concezione del mondo e gli ideali che ispirano l’agire dell’uomo nella storia, offrendo all’allievo i riferimenti religiosi e culturali essenziali, affinché a quegli interrogativi egli possa trovare una consapevole risposta personale.

L’ora di religione si prefigge inoltre di incoraggiare il superamento d’ogni forma d’intolleranza e di fanatismo, e di promuovere il rispetto per chi professa altre religioni e per i non credenti, la solidarietà con tutti e particolarmente con chi è fisicamente o socialmente svantaggiato.

La lezione è aperta a tutti, non solo a chi professa la fede cattolica, ma anche a studenti di fede non cristiana o semplicemente non credenti. Essa, infatti, si pone soprattutto come approccio culturale e spirituale al fenomeno religioso in genere e alla tradizione cristiana che ha caratterizzato il nostro Paese.

Attraverso la lettura e il commento di brani tratti dai libri della Bibbia il docente approfondisce le radici dell’evento cristiano, della cultura e dell’arte europea, evidenziando i possibili punti di dialogo e di confronto con le tre religioni monoteiste. L’insegnamento della religione affronta, infatti, con sensibilità e rispetto il senso religioso dei popoli antichi, la storia del popolo d’Israele e le religioni non cristiane (Islam, Induismo, Buddismo, Animismo…), sottolineando l’importanza del cammino ecumenico percorso nell’ultimo secolo.

Pasquale Di TolvePasquale Di Tolve

Elisa StucchiElisa Stucchi

Luigi Scagnelli

Matematica e Fisica

Per fare ricerca bisogna avere dei “pregiudizi” e saper lavorare tenacemente per (di)mostrare che sono veri; però bisogna tenere aperta anche la possibilità che siano sbagliati ed essere pronti a cambiare strada.” (M. Bramanti).

Il valore dell’insegnamento della Matematica e della Fisica consiste nell’educare la persona nel suo aspetto di razionalità, cioè di capacità di capire concetti e cogliere i nessi tra i diversi aspetti della realtà.
Questo avviene con il lavoro, impegnativo ma esaltante, dell’osservare, del far domande, del comprendere, attraverso le azioni del fare matematica (operare, generalizzare, giustificare, inventare strategie, classificare, rappresentare) e attraverso il metodo sperimentale (osservare, formulare ipotesi, verificare).

Per questo il nostro liceo propone nel primo biennio un’ora di matematica in più rispetto al quadro orario previsto dalla riforma. L’acquisizione degli aspetti tecnici – non ultimo l’utilizzo dei mezzi informatici – è considerata funzionale alla comprensione in profondità degli aspetti concettuali della disciplina: per questo si eviterà che la necessaria acquisizione di una capacità manipolativa degeneri in tecnicismi ripetitivi o casistiche sterili che non contribuiscono in modo significativo alla comprensione dei problemi.

Il lavoro di matematica e di fisica è stato impostato affinché lo studente comprenda l’esigenza e acquisisca la capacità di motivare e spiegare in modo esauriente ogni affermazione, affinando le abilità logico-deduttive e le capacità di calcolo, necessarie alla razionalità.

Inoltre è essenziale che lo studente raggiunga una consapevolezza critica dei rapporti tra lo sviluppo del pensiero matematico e il contesto storico, scientifico e tecnologico. Per questo si è deciso di affrontare i contenuti della fisica classica nel secondo biennio e di dedicare l’ultimo anno allo studio della fisica moderna e delle sue applicazioni.

Al termine di questi cinque anni gli studenti inizieranno il loro percorso universitario forti del metodo acquisito attraverso lo studio delle materie umanistiche e di una preparazione scientifica più approfondita.

Maurizio PedrazzoliMaurizio Pedrazzoli

Gaia BuoliGaia Buoli

Scienze Naturali

Ad una maggiore conoscenza si accompagna un più insondabile e meraviglioso mistero, che spinge a penetrare ancora più in profondità. Mai preoccupati che la risposta ci possa deludere, con piacere e fiducia solleviamo ogni nuova pietra per trovare stranezze inimmaginabili. Certamente una grande avventura!
(R. Feynman).

La conoscenza scientifica è uno dei modi con cui l’uomo cerca di spiegare il perché delle cose e comprendere il meccanismo che regola il loro modo di evolversi. L’insegnamento delle scienze nel nostro Liceo ha come obiettivo quello di far acquisire allo studente le conoscenze disciplinari e le metodologie tipiche delle scienze della natura, in particolare delle Scienze della Terra, della Chimica e della Biologia, tenendo presente che tutte queste discipline si basano sullo stesso metodo di indagine, cioè quello sperimentale (osservazione e sperimentazione), nonostante siano caratterizzate da concetti e da metodi di indagine propri.

L’insegnamento, ponendo continuamente problemi da analizzare e da risolvere individualmente o in gruppo, stimola la curiosità intellettuale degli studenti, valorizza le loro attitudini, estrinseca le loro potenzialità, favorisce l’entusiasmo della scoperta e della ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere. In questo contesto il laboratorio, inteso come luogo fisico, in tutti gli anni di studio, diventa l’ambito privilegiato in cui l’allievo esercita e migliora le attitudini all’osservazione e alla progettazione.

Lo studio dell’evoluzione storica dei concetti consente allo studente di pensare alla scienza come a un’attività dinamica in continua evoluzione che non ha pretesa alcuna di porre verità assolute. Gli argomenti delle varie discipline, in accordo con i nuovi programmi ministeriali, saranno inizialmente affrontati con un approccio di tipo prevalentemente fenomenologico e descrittivo, per spostare l’attenzione sulle leggi, sui modelli, sulla formalizzazione, sulle relazioni tra i vari fattori di uno stesso fenomeno e tra fenomeni differenti.

Al termine del percorso lo studente saprà effettuare connessioni logiche, riconoscere o stabilire relazioni, classificare, formulare ipotesi in base ai dati forniti, trarre conclusioni basate sui risultati ottenuti e sulle ipotesi verificate, risolvere situazioni problematiche utilizzando linguaggi specifici, applicare le conoscenze acquisite a situazioni della vita reale e porsi in modo critico e consapevole di fronte ai temi di carattere scientifico e tecnologico della società attuale.

Massimo FraschiniMassimo Fraschini

Teorie e Tecniche della Comunicazione

L’inserimento sperimentale di questa disciplina nel biennio del Liceo San Raffaele risponde all’esigenza fondamentale di sviluppare soft skills ormai indispensabili in ogni ambito della società contemporanea.  Come osservava Mac Luhan negli anni ’60, “il medium è il contenuto”: marketing, propaganda politica, relazioni sociali e private richiedono una sempre maggiore competenza comunicativa che, spesso, diventa decisiva per valutare le persone.

Dal punto di vista metodologico, l’insegnamento di “comunicazione” si sviluppa secondo due linee parallele: approccio teorico e verifica sperimentale.

In prima si pongono le basi della conoscenza delle principali teorie della comunicazione affiancando tale sviluppo a momenti di riflessione sulla comunicazione quotidiana, sia interpersonale sia attraverso i new media.

In seconda, la parte teorica viene accompagnata dalla progettazione e realizzazione del giornalino scolastico (Il Raffelino), che rappresenta un’esperienza fortemente formativa per gli studenti. Viene simulata la creazione di una vera e propria redazione giornalistica, assegnati i compiti previsti dall’organigramma, definiti tempi e strumenti necessari per le uscite periodiche della pubblicazione, discussi i temi da sviluppare e verificati collettivamente i risultati.

La valutazione attiene sia al processo che al prodotto: responsabilità nel ruolo, rispetto dei tempi, capacità di coordinarsi, qualità dell’impegno e del risultato raggiunto.

Luca CorbelliniLuca Corbellini

Scienze Motorie e Sportive

La sempre maggiore attenzione rivolta alla salute della persona nella sua globalità, il crescente sviluppo delle conoscenze nell’ambito medico e salutistico, vedono le scienze motorie come parte integrante e fondamentale nel progetto legato al miglioramento o mantenimento di un corretto stato di forma fisica o “fitness”.

La didattica prevede un percorso durante il quale lo studente non solo potrà incrementare i propri livelli di forza, flessibilità e resistenza generali, ma prenderà altresì coscienza, tramite pratica e qualche assaggio di teoria, di un nuovo modo di gestire e migliorare il proprio corpo e di conseguenza il proprio stato psichico e mentale.

L’Istituto è fornito di un campo di atletica con campo da calcio in erba sintetica e una struttura coperta polivalente, riscaldata nei mesi freddi, dove poter praticare molteplici sport e attività di fitness.